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Una larga alleanza o accordi in una stanza - Set 2003

UNA LARGA ALLEANZA O

ACCORDI IN UNA STANZA

I cittadini, i partiti e la trinità.

 

Ormai la democrazia è stata dimenticata.

Le assemblee e i dibattiti sono scomparsi.

Le restrizioni del diritto alla parola sono in atto e senza alcun provvedimento.

Il clima generale non è certamente favorevole, Signa non è un’isola, ma in questi ultimi anni sembra che ulteriori scavi abbiano abbassato il nostro territorio, le acque hanno invaso circondato e affondato quel poco che era rimasto. Non è necessario rivelare l’equivoco di quei voti anomali della destra, del centro e della sinistra. Quel “divino e camuffato centro” voluto dai poteri locali ha il dono di moltiplicare i miracoli.

Non esistono motivi per attaccare alcuna coalizione.

Esistono ben altre ragioni per denunciare l’inganno del confronto e partecipazione tanto sbandierato dalla trinità.

Sono stati sotterrati i principi della diversità, del rispetto degli altri, della competizione delle idee.

Prevale l’arroganza, l’appiattimento, la repressione della volontà collettiva.

Noi ci sentiamo offesi della sleale e vergognosa rappresentanza politica che non corrisponde al mandato e alle promesse nel rispetto dei partiti ed elettori.

La trinità è nata in modo anomalo, non rappresenta alcuna coalizione. Le nomine degli assessori, ex dissidenti e sospesi dal partito dei Democratici di Sinistra non sono il risultato degli errori fatti, ma la beffa ricevuta.

L’attuale maggioranza ha governato imponendo la propria supremazia, ha sospeso e annullato il confronto.  

Il paese è stato addormentato,  ma non sta sognando una città cementificata senza strade, scuole e servizi.

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Sulla stampa si legge e si sente parlare di viabilità e parcheggi e si subiscono le varianti che spostano i disagi. 

Le imprese commerciali ed artigianali continuano a chiudere e i prezzi continuano a salire.

Sulla stampa si legge che vengono concessi tanti progetti di costruzione e questi vengono realizzati con grande celerità e con varianti al rialzo.

Quando saranno completati quelli in cantiere ed altri in programma, Signa sarà solo un grande dormitorio di tanti piccoli appartamenti. Un sobborgo non vivibile, in collasso per il traffico, senza parcheggi, senza giardini e servizi e aumenterà la fuga di chi può.

Non si tratta di lamentarsi: tante situazioni non nascono a caso, alcuni sono promotori contenti e allegri.

Scrivemmo, anticipando la stampa:

Il Sindaco sarà un democristiano. Non è ancora chiaro se sarà un democristiano dei Democratici di Sinistra o della Margherita.

Rileviamo e segnaliamo la novità del piano emergente.

La trinità uscente decide una procedura allarmante, stabilisce e ordina ai partiti la coalizione entrante.

L'impero regnante proclama la grande alleanza con gli amici democristiani nei Democratici di Sinistra e nella Margherita aperta ad altri indicati e graditi per rispettare i colori e trainare le iniziative umanitarie di copertura. E’ una bella società dove si scambiano i ruoli di direzione e si invitano tutti gli elettori a votare per una minestra riscaldata e, purtroppo, blindata.

Speriamo non sia questa una prova del partito unico per battere il Berlusconi di turno.

Il mondo cambia in fretta, le ideologie sono morte, all’appello manca solo la sinistra riformista e antagonista, in questa zona “rossa”. Alcuni vengono mandati al confine in vacanza, altri a casa con lo scivolo e senza pensione.

Questi sono gli ordini, chi non è d’accordo può seguire gli altri che sono stati allontanati.

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Hanno fatto pure i conti di perdere un po’ di elettorato di sinistra ma assicurano che la destra soddisfatta e appagata compenserà. Altre richieste e forzature verranno più avanti e chi capirà l’inganno non avrà il tempo di fare altro, altrimenti sarà considerato di rottura e pagherà.

Noi e molti altri siamo molto preoccupati, cerchiamo di capire gli errori e le contraddizioni, ma non siamo ancora pronti a votare e convalidare un regime che esclude qualsiasi prospettiva di ricostruzione.

I democratici di sinistra, primo partito a Signa, non possono accettare la subordinazione come naturale conseguenza degli errori fatti, non devono adeguarsi alla sconfitta e sacrificare altri voti. Altri iscritti ed elettori ds non troverebbero le risposte e continuerà la scissione silenziosa.

Se intendiamo avvalorare le radici della democrazia e del pluralismo non possiamo invitare gli elettori a votare una lista di rappresentanza decisa in pochi in una stanza.

Avevamo preso atto delle forze in campo, abbiamo riflettuto, abbiamo cercato il dialogo per mettersi a disposizione senza riuscirci. Quel percorso compiuto, il controllo mancato, i grandi sacrifici, le umiliazioni a cosa sono serviti?

Fanno parte del piano per sdoganare l’accettazione della sconfitta? Le candidature riproposte e le nomine nascoste sono la chiara dimostrazione per indebolire i democratici di sinistra e condizionare tutte le forze democratiche e di sinistra.

Se questi segnali di soppressione delle insofferenze interne sono deboli e insufficienti per non allarmare le federazioni dei partiti di sinistra forse è finito tutto. 

Il nostro appello si rivolge a quanti non intendono accettare la sudditanza eterna alla regia di gruppi di potere, compresi quanti sono rimasti nei partiti senza voce.

Per noi il ciclo si è concluso è ora di voltare pagina e condividiamo i tanti cittadini che hanno vissuto questa legislatura anomala con sofferenza e non vedono l’ora che finisca.

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E’ ora di avere coraggio, uscire dagli schemi della continuità, degli avvicendamenti e dei vecchi equilibri.

E’ ora di guardare avanti, aprire una nuova fase, dobbiamo ricercare figure nuove unitarie e competenti per gestire l’amministrazione.

Incoraggiamo i ds a ritrovare la propria vitalità e capacità di rappresentare l’elettorato che gli appartiene ed esprimere le reali e corrispondenti diverse potenzialità.  

Questo è il percorso per superare le divisioni e rendersi disponibili per rilanciare l’attività politica tutti insieme.   

Su questa strada è possibile aprire la competizione delle idee di quanti vogliono mettersi a disposizione senza pretese e intendono partecipare e contribuire nell’interesse della collettività paesana.

Noi continuiamo il nostro lavoro di modesta informazione, con grande impegno e pochi mezzi a disposizione. Non abbiamo intenzione di creare alcun gruppo politico, riteniamo, invece, di sollecitare tutti i partiti affinché possano dar voce agli iscritti per svolgere il ruolo di rappresentanza degli interessi del proprio elettorato.

Noi auspichiamo una grande coalizione, condividiamo il progetto del grande ulivo con la Margherita, i Democratici di Sinistra e Rifondazione Comunista.

Un progetto si stabilisce su un programma e intorno a quel programma si indicano le persone corrispondenti e capaci per realizzarlo. Poi si procede agli incontri, ai possibili accordi per affrontare i problemi e le prospettive della comunità paesana e per tracciare un percorso degli obiettivi da realizzare.

Noi riteniamo fondamentale coinvolgere tutti, senza esclusioni, per dar voce alle diversità e alla partecipazione di tutte le persone disponibili.

Per allargare la collaborazione, il dibattito e gli approfondimenti, continua su  www.perlasinistra.it

Signa, settembre ‘03

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Una larga alleanza o accordi in una stanza - Set 2003

 

 per la sinistra