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Viabilità ed oltre - Giu 2002

Lettere inviate ai Democratici di Sinistra di Signa

- info@dssigna.net - www.dssigna.net               

10 giugno 2002

Faccio riferimento ai contatti avuti con alcuni compagni della segreteria del partito, concernenti la richiesta di un colloquio circa la recente istituzione della variante obbligatoria di Via Santelli, richiesta ad oggi rimasta inevasa.

Dopo aver manifestato le mie perplessità, mi permetto di ribadire che la modifica dei sensi di circolazione provoca quasi sempre gravi disagi e non, come può sembrare da una prima analisi, vantaggi apparenti.

Modificare la viabilità significa modificare la condizione preesistente, collaudata nel tempo,  alterando gli equilibri commerciali ed urbanistici.

Un’ Amministrazione che agisce nell’interesse dei cittadini ha il dovere di trovare soluzioni alternative, (Bretella, ecc.); questa incapacità non autorizza ad agire con forzature.

Il metodo usato e la scelta finale hanno creato una situazione insostenibile di malcontento, determinando le critiche del comitato che ha raccolto 800 firme (8,5% dei votanti nel solo rione).

Ritengo necessario usare tutte le possibilità per migliorare la viabilità, ma non certo rendendo obbligatorio l’uso di Via Santelli (tale via potrebbe essere usata in alternativa a Via Roma), che penalizza gli abitanti del luogo (ingorgo sulla curva stretta da Via Roma a Via Santelli, passaggi pedonali più pericolosi, maggior disagio presso la sede ASL, Scuola, Via Marzabotto, Via Resistenza, ecc.)

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Non mi pare che vietare un senso di circolazione di Via Roma (che penalizza cittadini e commercianti) possa portare a miglioramenti, anzi tale divieto ha penalizzato anche Via Matteotti, creando un circolo di auto che si immettono su Via Roma.

Ho ritenuto altresì doveroso porre l’attenzione sulla pericolosità della larghezza di Via Roma, insufficiente per la realizzazione della corsia preferenziale: davanti alla mia sede è di cm. 217 e i mezzi pubblici invadono la corsia dei veicoli che arrivano in senso opposto.

Peraltro, alcuni contatti mi confermano che tale misura risulta inferiore alle norme vigenti.

 

Di fronte a tanti problemi ben più complessi e di difficile soluzione, non credo sia necessario produrne di nuovi, fra l’altro contro la legalità e la sicurezza di tutti i cittadini.

Accelerare il processo della globalizzazione dopo gli insediamenti dell’ultimo periodo (con riferimento alla grande distribuzione, ecc.) è cosa grave, in quanto danneggia ulteriormente le legittime difese di chi lavora.

E’ mia premura e metodo essere propositivo nell’interesse della collettività.

A mio parere, in questi casi, la disponibilità al dialogo dovrebbe essere una regola e un dovere prendere posizione per assicurare con celerità la giusta conclusione.

E’ quindi causa di amarezza e delusione il non accoglimento della suddetta richiesta.

Vi invito quindi caldamente ad approfondire le problematiche in questione, intervenendo nelle sedi appropriate e con l’ausilio degli organi competenti in materia.

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Ho creduto opportuno informare codesta Sede, convinto di fare cosa gradita per risolvere problemi così delicati. Non ho difficoltà ad usare un linguaggio schietto anche nella forma scritta ed aggiungo con molta serenità che il rispetto della sostanza qualche volta dovrebbe essere preso nella considerazione dovuta.

 

Resto a disposizione, sempre attento per farmi sentire alla prossima occasione.

 

Marcello Fiaschi – Tel. 055 8719735 – Cell. 347 4080170

 E-mail : marcello.fiaschi@tin.it

 Tel. 055 8734473 – Fax 055 8734473  (24h)

iscritto alla Fgci dal 1966 al 1970, membro del Comitato di zona del Pci delle Signe dal 9.2.1968,

licenziato ditta Corti per motivi sindacali nel 1968 (quando non c’era l’art. 18),

segreteria C.d.Lavoro delle  Signe, segreterie comunali e di zona del Pci,

Presidente della Casa del popolo di Signa dal 1972 al 1976, responsabile del coordinamento Arci-Uisp delle Signe,

rimasto iscritto al Pci fino al 1990.

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Viabililità di Signa 02bis ed oltre

- info@dssigna.net - www.dssigna.net                  30 giugno 2002

    - ad Altri iscritti e simpatizzanti

 

Ho potuto apprezzare la sensibilità e il giudizio da Voi manifestato individualmente sulle questioni poste e non vedo corrispondere una posizione conseguente ed adeguata.

Sono rammaricato ulteriormente del mancato accoglimento circa la richiesta di un colloquio con Codesta Segreteria che risale ormai ad oltre 40 lunghissimi giorni.

Sarà mia premura comprenderne le ragioni, sarà rafforzato il mio impegno per individuarne i motivi, sarà trasmessa la preoccupazione e condivisa da altri affinchè possa prevalere una crescente azione per il superamento nell’interesse comune. 

E’ di Vostra conoscenza l’incontro avuto col Sindaco datato 18 maggio e il mio intervento inerente le questioni in oggetto.

Vorrei sottolineare che le cose da me sollevate assumono interessi collettivi, ed aggiungo, sono in sintonia contro altri interessi.

La mia insistenza, insieme alla profonda disponibilità coglie le riflessioni che negli ultimi mesi avanzano e accrescono il dibattito e le prospettive della sinistra.

E’ alle nostre spalle il clima buio e di silenzio degli ultimi anni, compresa la mancata spinta del governo di centro sinistra che non ha saputo accompagnare con idee di progetto e di iniziativa un programma di riforme che il paese aveva bisogno.

Spesso anche i buoni propositi se non sono supportati da un’azione politica di coinvolgimento e partecipazione possono risultare negativi.

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La moderazione, le regalie hanno svuotato definitivamente la possibilità di gestire con slancio un programma convincente.

Oggi al governo non c’è un buono o cattivo centrosinistra, ci sono forze ed alleanze che non esitano a portare indietro l’Italia e non solo.

Negli ultimi mesi abbiamo viaggiato insieme in pullman e manifestato a fianco condividendo le ragioni per respingere gli attacchi ai diritti acquisiti negli anni ‘70.

Lo sforzo e l’impegno delle ultime settimane a partire dall’analisi delle ultime scadenze elettorali sta modificando e scaldando il clima grazie anche al contributo e la giusta battaglia della componente della CGIL aprendo ampie lotte che coinvolgeranno un grande movimento sui temi in scadenza.

Negli ultimi giorni ho seguito con grande interesse alcune iniziative nella nostra zona:

Martedì 18.06.02 ore 9 al Palazzo dei Congressi di Firenze con Sergio Cofferati

Martedì 18.06.02 ore 21 a Lastra a Signa - La mia impronta contro il razzismo

Giovedì 20.06.02 ore 17 a Lastra a Signa con Giovanni Berlinguer   

Sabato 22.06.02 ore 21,30 alla Festa de l’Unità a Scandicci con Sergio Cofferati

Mercoledì 26.06.02 ore 21,30 alla Festa de l’Unità a Scandicci con Martini, Pardi, ecc.

Giovedì 27.06.02 ore 21,30 a Lastra a Signa – Insieme in piazza con Gramolati 

Venerdì 28.06.02 ore 18,30  a Lastra a Signa – Globalizzazione con Ramon Mantovani

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Mi pare poter affermare che la sinistra stia trovando finalmente un varco per reagire, ferita anche nell’orgoglio della “normalizzazione, dell’appiattimento, della identificazione di gestione delle istituzioni senza quel contributo che gli è proprio di competizione e confronto delle idee.

Il lavoro è già iniziato, si annunciano tempi nuovi e nuove forme di lotta si delineano all’orizzonte.

Necessita accelerare quel processo nuovo ad intraprendere i cambiamenti di rotta inevitabili e necessari.

Il nuovo si costruisce con le idee, con una presenza attiva respingendo gli attacchi alla democrazia capace di coinvolgere orientare e dare risposte ai bisogni dei cittadini.

Il nuovo si costruisce guardando più lontano. Nella sinistra è aperto un dialogo per discutere come difendersi e affrontare la situazione alla luce dei nuovi effetti che la globalizzazione produce. La globalizzazione non è governabile e sta avanzando imponendo un dominio nel mondo intero.

La sinistra sta subendo sconfitte in tutta Europa e nonostante gli sforzi si dimostra incapace di governare. Bisogna fare un passo avanti per comprenderne le ragioni senza indirizzare le responsabilità ai compagni che sono impegnati. Semmai le responsabilità sono nel ritardo di non aver compreso che i meccanismi imposti dalla società di mercato scavalcano condizionano e impongono i loro voleri nei processi economici e culturali. Si rende necessario rafforzare il fronte per respingere l’attacco ai diritti allargando le prospettive sui temi che uniscono l’umanità per fermare i potenti.

Le divisioni crescono se non offriamo e sappiamo rendere credibili gli obiettivi e il loro raggiungimento.

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Non vedo corrispondere da parte di Codesta segreteria un impegno nel quadro delle iniziative volte ad aiutare ed accelerare il processo e noto con grande dispiacere la Vostra subordinazione alle difficili e complesse situazioni comunali.

Le alleanze sono importantissime e non debbono essere considerate un condizionamento, il rispetto della diversità una grande ricchezza di libero e aperto confronto per un cammino comune. Gli accordi non debbono essere il compromesso delle silenti e affogate differenze. Necessita crescere e seminare.

Purtroppo debbo annotare che il Vostro comportamento di assoluto silenzio provoca disagio e isolamento. Il vostro “non scegliere” un freno fuori dal coro.

La mia calorosa richiesta è confortata da un crescente malessere vivo nel vostro partito che non riesce a coinvolgere neanche i pochi iscritti, anzi spesso vengono allontanati.

Vi invito al superamento di questo momento di stasi riflettendo nel dovuto interesse del partito a rimuovere le cause che hanno determinato questa situazione.

Il difficile momento deve essere supportato da atteggiamenti propositivi che possano superare resistenze fuori luogo in sintonia con la situazione generale.

 

Mi permetto di accennare ad un attento approfondimento ascoltando iscritti, simpatizzanti e non iscritti, allargandoVi e aprendoVi all’esterno.

Se la “politica” viene esercitata fra gli addetti nella propria sede non c’è da stupirsi che le Vostre decisioni possano non essere prese in considerazione neanche dai potenziali votanti come è avvenuto alle ultime elezioni amministrative, e successivamente con la riunificazione formale.

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L’alternanza della prevaricazione degli uni sugli altri è la vera anomalia che continua a distruggere. Fare politica non è una buona occupazione, i sacrifici molte volte superano le soddisfazioni individuali, spesso soltanto il raggiungimento di alcuni obiettivi collettivi può rafforzare i compagni di base che dedicano il loro tempo senza chiedere nulla.

Sarà così possibile dare un contributo reale alla situazione generale, sarà così possibile lavorare in un clima di collaborazione per spingere verso un mondo migliore.

Qualche tempo fa non avrei immaginato di scrivere ai ds, quello che sta crescendo mi dice che dobbiamo impedire, con tutte le forze, pericoli gravi e devastanti nelle cose e nelle coscienze. Ritengo che dobbiamo lottare insieme per i valori e i sogni della sinistra, per la solidarietà, la giustizia e la dignità umana.

Resto a disposizione, sempre attento e presente per farmi sentire alla prossima occasione.

Allego lettera precedente del 10.06.2002

 

Marcello Fiaschi – Tel. 055 8719735 – Cell. 347 4080170

E-mail : marcello.fiaschi@tin.it

 Tel. 055 8734473 – Fax 055 8734473  (24h)

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Viabilità ed oltre - Giu 2002

 

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