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Firma anche tu per chiedere il referendum costituzionale:

Via Roma, 216 - 50058 SIGNA (FI) - Tel/Fax 055 8734473 -

ORARIO: 9-12,30  16-19,30  CHIUSO IL SABATO - scad. 17.02.06

A differenza di quanto è previsto per il referendum abrogativo, per questo tipo di referendum non c'è quorum: la votazione sarà valida qualunque sia la percentuale dei votanti

SALVIAMO LA COSTITUZIONE!!

FIRMIAMO LA RICHIESTA DI REFERENDUM COSTITUZIONALE

PER DIRE "NO"

ALLA CONTRO-RIFORMA DELLA COSTITUZIONE

Contro la volontà dell'intera opposizione e nonostante tentennamenti nella stessa maggioranza, il governo Berlusconi sta cercando di imporre al paese una riforma costituzionale che è un vero e proprio stravolgimento della Costituzione del 1947, una delle più democratiche del mondo approvata a suo tempo quasi all'unanimità (88%).

La cosiddetta "devolution", che pure mette a serio repentaglio il principio dell'uguaglianza e della parità di trattamento dei cittadini, non è il pericolo più grande della riforma.

La minaccia più seria alla democrazia viene piuttosto dal cosiddetto "premierato assoluto", una forma di governo che concentra nelle mani del premier poteri tali da renderlo immune da ogni forma di controllo. Voci autorevoli si sono già levate per sottolineare preoccupanti analogie con le "leggi fascistissime" del 1925. 

La contro-riforma è stata già approvata due volte da Camera e Senato. Dato che l'approvazione è avvenuta con una maggioranza inferiore ai 2/3, potrà essere indetto un referendum costituzionale se lo richiederanno 500.000 cittadini, 5 consigli regionali, o 1/5 dei membri del Parlamento (art. 138 Costituzione). A differenza di quanto è previsto per il referendum abrogativo, per questo tipo di referendum non c'è quorum: la votazione sarà valida qualunque sia la percentuale dei votanti.

BLOCCHIAMO LA CONTRO-RIFORMA DELLA COSTITUZIONE!!

FIRMIAMO LA RICHIESTA DI REFERENDUM COSTITUZIONALE

www.toscanaperlacostituzione.it

Comitato per la Difesa della Costituzione e per il NO nel Referendum costituzionale

 

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE

appello sottoscritto dai rappresentanti dei Comitati per la difesa della Costituzione in occasione della creazione del Coordinamento regionale Toscano

PER LA DIFESA DELLA COSTITUZIONE

E PER IL NO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE

La cosiddetta “Casa delle libertà”, tradendo platealmente perfino i principi delle democrazie liberali a cui dice di ispirarsi, ha ormai lanciato l’assalto finale al sistema delle garanzie democratiche scaturito dalla Resistenza. Il progetto della destra non è solo un’altra, pur discutibile, forma di democrazia rappresentativa, ma mira a una forma di governo e di Stato che mina alla base i principi fondamentali di ogni democrazia: quello della separazione dei poteri e quello di uguaglianza di tutti i cittadini.

Vengono indeboliti i supremi organi di garanzia: il presidente della Repubblica perde le prerogative che ne fanno il garante imparziale dell’equilibrio tra i poteri costituzionali; la Corte Costituzionale, giudice supremo dei conflitti fra poteri dello Stato e della costituzionalità delle leggi, viene resa piú facilmente soggetta al controllo della maggioranza di governo tramite un aumento dei membri di nomina parlamentare – mentre con la riforma dell’ordinamento giudiziario si mette in discussione l’indipendenza della magistratura.

Viene enormemente rafforzata, invece, la figura del premier, alla cui elezione diretta è connessa l’elezione della Camera dei deputati, che diverrebbe il principale organo legislativo, accanto a un Senato federale con funzioni legislative limitate. Al premier viene dato in particolare il potere sostanziale di scioglimento della Camera: un potere di ricatto che neanche il presidenzialismo Usa assegna al presidente, e che potrà essere usato tanto contro una Camera “ribelle”, quanto per pretestuosi scioglimenti anticipati in periodi giudicati elettoralmente favorevoli. Per contro, il potere della Camera di costringere il premier alle dimissioni viene limitato: l’approvazione di una mozione di sfiducia ne comporterebbe, infatti, il contestuale scioglimento. L’attribuzione alle Regioni della potestà legislativa nel campo dell’assistenza sanitaria e dell’organizzazione scolastica pone le basi per violazioni del principio di eguaglianza dei cittadini, a cui non è piú garantita la parità di trattamento.

È un progetto che non riguarda solo l’ordinamento dello Stato – la seconda parte della Costituzione, come dichiara –, ma che si riflette sull’esercizio dei diritti affermati nella prima parte della Costituzione, e già violati da questa maggioranza di governo (diritto al lavoro, libertà di insegnamento e diritto all’istruzione scolastica, ripudio della guerra, libertà di informazione, ecc.). Se venisse attuato, avremmo un sistema autoritario che della democrazia conserverebbe solo l’apparenza.

Di fronte a questo attacco alla democrazia, è necessario opporsi con una larga unità, e con la necessaria coerenza: le riforme costituzionali devono essere condivise, ma devono soprattutto essere rivolte a rafforzare il sistema delle garanzie e gli spazi di democrazia, ossia a mettere in pratica quell’attuazione della Costituzione tanto a lungo e su tanti versanti disattesa; né questa maggioranza, caratterizzata dalla sua politica eversiva, può essere riconosciuta come interlocutrice valida.

L’opposizione – istituzionale e sociale – deve impegnarsi, a tutti i livelli per delegittimare questa maggioranza e per tutelare la Costituzione, la cui difesa  rappresenta per la democrazia del nostro paese un momento fondamentale. Non si tratta di formulare alternative altrettanto pericolose, come la proposta di un’assemblea costituente; occorre, invece, rilanciare una cultura che riaffermi i valori di fondo della Costituzione e la necessità della loro applicazione, e prepararsi a un referendum che batta la controriforma della destra.

Con questo spirito bisogna impegnarsi da subito per un’ampia mobilitazione, il piú possibile unitaria, e mettere in atto tutte le necessarie iniziative.

A tale scopo i Comitati locali per la Difesa della Costituzione  e le altre organizzazioni aderenti al Coordinamento Nazionale presieduto dal Senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro operanti in Toscana, con la sottoscrizione del presente appello costituiscono il Coordinamento Regionale  Toscano per la Difesa della Costituzione.

www.toscanaperlacostituzione.it

Comitato per la Difesa della Costituzione e per il NO nel Referendum costituzionale

 

 

Firma

anche tu per chiedere il

referendum costituzionale

La maggioranza di centrodestra ha approvato in Parlamento la modifica della Costituzione e ha parlato di vittoria. Ma non è così. Per essere definitivamente

approvata, secondo ciò che dice l’articolo 138 della Costituzione, la riforma deve passare al vaglio dei cittadini che dovranno esprimersi attraverso il referendum.

Il referendum lo possono chiedere.

Almeno un quinto dei parlamentari: già fatto.

Almeno cinque consigli regionali: già fatto.

Almeno 500.000 cittadini: è quello che stiamo facendo.

Noi ti invitiamo a dire NO per buttare a mare questo "pasticcio costituzionale".

Con la modifica di oltre 50 articoli della Costituzione, il Governo introduce un

falso federalismo, mette in pericolo l’unità nazionale, colpisce elementari diritti dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori, indebolisce i poteri di importanti organi costituzionali.

Per queste ragioni ti chiediamo di firmare la richiesta di referendum sulla legge costituzionale "Modifiche alla parte II della Costituzione" approvata in seconda votazione dalla Camera dei Deputati nella seduta del 20 ottobre 2005 e dal Senato della Repubblica nella seduta del 16 novembre 2005, il cui testo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale N° 269 del 18 novembre 2005.

Per queste ragioni ti chiediamo di votare NO alla consultazione popolare che si terrà nel giugno del 2006.

ulteriori informazioni le puoi trovare su:

www.salviamolacostituzione.it

 
 

 

 

 

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