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Il ciclo si è concluso - Giu 2003

IL CICLO SI E’ CONCLUSO,

E’ ORA DI VOLTARE PAGINA

Luci, ombre e tanto buio

Partecipazione, silenzio e tanti affari

Il malessere che avevamo avvertito nella cittadinanza insieme alla delusione di molti compagni ci aveva spinti a fare una riflessione  per cercare di individuarne le cause. Ben presto abbiamo potuto constatare che la questione non riguardava soltanto coloro che si richiamano ai valori della sinistra, non si trattava di una questione di schieramento politico, bensì, come spesso accade, di uno schiacciamento dominato da un gruppo di potere.

Abbiamo assistito all’allontanamento di tante persone che avevano contribuito al consolidamento di una maggioranza quando ha potuto contare sulla partecipazione di tutti e sullo slancio di un lavoro collegiale del centro sinistra. Erano state create le basi su un programma comune, distinguendosi e sapendo coniugare il lavoro nella grande capacità e ricchezza nel rispetto delle diversità.

Si era contraddistinta nel saper prendere peculiarità dei singoli soggetti nelle competenze e nel confronto.

Quell’esperienza rimane un momento importante da cui trarre un insegnamento per gettare le basi per il futuro.

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Poi, tutto è cambiato all’ultimo minuto, prima del voto. In un clima teso e pieno di avvenimenti, nei democratici di sinistra è stato dato il via alle battaglie intestine, si sono celebrati processi alla ricerca dei colpevoli, cadendo nella trappola delle manovre ben architettate dalla regia dei vincitori, aprendo la strada dell’esclusione delle persone che avevano insieme contribuito a quel progetto. 

Quel gruppo di persone non ha saputo individuare e ridimensionare gli errori e far prevalere la ragione in un equilibrio interno per un lavoro comune.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, oggi, quel confronto e il rapporto con i cittadini non c’è più. Quel centrosinistra non c’è più. Quella sinistra non esiste più. 

E’ stato creato il vuoto intorno e sono fuggiti quasi tutti. I pochi rimasti, fra allineati, attendisti ed altri, continuano a parlare e parlare, senza idee, senza alcuna prospettiva. Ha prevalso l’infantile accanimento, sono rimasti prigionieri delle battaglie.

Vedono nemici dappertutto e fanno pure “quadrato”, nel respingere gli attacchi.

Non sanno, non possono e non vogliono reagire.

Non capiscono che il loro immobilismo senza iniziativa, senza dibattiti ed assemblee è la garanzia per convalidare le scelte decise da pochi.

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Purtroppo il partito è partito, colpito al cuore e nell’anima. Non è rimasto niente di quel grande patrimonio, della continuità, del rinnovamento, di quella stupenda organizzazione: soltanto fantasmi.

Cosa si dice nei corridoi.

Ci dicono che c’è un progetto della quercia signese per il rafforzamento dell’ulivo. E’ il risultato di tre anni di discussioni. Ora pensano al Sindaco. Continueranno a fare tante riunioni per scoprire cosa è stato deciso. Anche nella Margherita pensano al Sindaco.

Non è una telenovela.

Il quadro di comando ha beffato sinistra e destra, ha determinato la sconfitta, ha pilotato i successivi litigi, ha ricompattato la coalizione sulle proprie aspirazioni. Continua a “governare” e umiliare tutti.

La campagna elettorale della fantapolitica è in corso. Sono pronti al colpo finale. Tutto è già stato deciso. La lista è già pronta. Nel paese circolano strane voci:

Il sindaco sarà un democristiano. Non è ancora chiaro se sarà un democristiano dei Democratici di Sinistra o della Margherita.

E’ stato siglato l’accordo, non esistono preclusioni da una parte, soltanto ordini dall’altra.

Nei corridoi si discutono i nomi degli assessori.

Non è stato svelato il mistero delle promesse,

i designati sono attualmente una ventina, poi

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qualcosa accadrà. Chissà, un colpo di magia, l’importante è che ora stiano tutti buoni.

Perfino per i consiglieri sono in corso contatti con le minoranze per indicare i nominativi dei preferiti e graditi per un lavoro che possa garantire il pluralismo preventivo e collegiale.

Viene raccomandata una campagna dai toni pacati, senza pregiudizi ideologici nell’interesse della comunità paesana.

I partiti sono partiti, tutto è in mano a poche persone, che vogliono fare tanti affari senza alcun controllo. Cercano di mettere un coperchio, per allontanare per sempre una prospettiva. Raccomandano un voto alla lista vincente per non perdere tempo prezioso. E’ tempo di capire con chiarezza che non servono polemiche. Bisogna collaborare e non perdere energie in fastidiosi distinguo. Bisogna piegarsi ai loro voleri.

Ora basta, è ora di cambiare.

 La nostra preoccupazione non può fare sconti, saremo rigorosi nel denunciare, informare e documentare iscritti simpatizzanti e cittadini dell’insistenza di voler affossare un comportamento giunto ormai all’esasperazione.

Non possiamo accettare di esser considerati persone che si impicciano di fatti non nostri, non è possibile parlare di ingerenza a quanti chiedono e si richiamano all’unità e chiedono la partecipazione di quanti ancora disponibili a percorrere un cammino insieme.

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Questo brutto sogno è finito.

Le valigie sono già pronte. Non si tratta di rompere alcuna coalizione. Si tratta di chiudere questa brutta esperienza giunta al capolinea, si tratta di guardare avanti.

Non si può inseguire una brutta esperienza fino alla fine, non si possono effettuare altre forzature.

E’ finito il tempo della disputa e dell’appiattimento, è ora di misurarsi sulle idee. 

E’ giunto il momento di superare le divisioni, rilanciare il confronto soffocato all’interno di tutta la coalizione per uscire da questo incubo, necessita restituire respiro alla proposta politica.

Innanzitutto è necessario creare un clima più disteso, senza preclusioni esterne, deve prevalere la ragione del coinvolgimento di tutte le risorse.

La legislatura è ormai a termine.

E’ difficile poter dare giudizi al di sopra delle parti.

Ci permettiamo quindi di fare alcune considerazioni.

Nei due mandati che volgono al termine abbiamo visto momenti importanti e luminosi di partecipazione, gruppi di giovani e meno giovani impegnati su tanti temi, ricreativi, culturali, politici.

Dobbiamo constatare che la voce era consapevole e annunciatrice di verità:

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Governare senza il confronto e la partecipazione dei cittadini sarebbe arido e dopo poco tempo, finirebbe per non produrre alcun frutto.

 

Purtroppo dobbiamo anche ricordare che dopo la rottura l’Amministrazione ha perduto i contatti con la cittadinanza. I dibattiti sono scomparsi, il confronto è diventato oggetto di amnesie clamorose.

Oggi, gli amministratori sono isolati, in alcune zone sono perfino ricercati. Ricordiamo le scelte sulla viabilità senza assemblee rionali, le promesse dei giardini e parcheggi che sono diventati fabbricati. La cementificazione selvaggia che ha aumentato la popolazione senza alcuna previsione di scuole e servizi, lasciando i bambini in lista d’attesa per andare a scuola. Altri cantieri aperti in altre zone già in difficoltà che porteranno al collasso.

Da tempo, perduto il contatto e la credibilità, ricorrono alla campagna di stampa. Vogliono orientare i cittadini con una campagna di dichiarazioni incrociate ad altre dichiarazioni per montare il progetto della cordata dei vip signesi.

Si sono candidati al Premio Nobel di Signa.

 

Il metodo fino ad oggi seguito potrebbe portare ad ulteriori lacerazioni, rischierebbe di aumentare le divisioni interne e di determinare assetti traballanti, difficilmente gestibili in un prossimo

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futuro dalla classe politica e dai nuovi amministratori.

E’ necessario, se vogliamo affrontare l’utilizzo di questa grande risorsa in maniera democratica con lo scopo primario di salvaguardare gli interessi dell’intera cittadinanza, creare il clima adatto per una scelta di tali dimensioni: coinvolgere amministratori, forze politiche, comitati cittadini, associazioni del luogo e dei comuni limitrofi, Regione, ecc.

Insomma, la realizzazione di tale progetto deve essere supportata dal coinvolgimento di tutti e non scaturire da bigi contatti.

Nei partiti, nella coalizione e nel paese il clima non è favorevole per affrontare una così grande questione e gli amministratori attuali, da soli, non possono offrire garanzie sufficienti.

Infatti, un progetto di tale portata non può essere concordato fra i proprietari e gli amministratori pubblici, presentato a scatola chiusa, confezionato e dato in pasto ai cittadini attraverso un bombardamento di notizie della stampa.

La Nobel è una risorsa e non può essere considerata un semplice prodotto di consumo, un esplosivo clandestino di fine legislatura.

Inoltre, non risulta ragionevole affidare ai nuovi amministratori la gestione di una scelta alla quale non hanno partecipato.

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Il ciclo si è concluso,

è ora di voltare pagina,

per creare le basi del futuro, lasciare che si apra una nuova stagione più equilibrata e serena. 

Siamo in campagna elettorale e le forze politiche insieme a tutta la comunità paesana dovranno riflettere e indicare le persone competenti e rappresentative corrispondenti alla reale espressione dei cittadini per affrontare i temi irrisolti e seguire le varie fasi di una così lunga e importante opera che trasformerà il nostro territorio.

 

Marcello Fiaschi – Tel. 055 8734473 – Cell. 347 4080170

E-mail : marcello.fiaschi@tin.it -  giugno 2003

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Il ciclo si è concluso - Giu 2003

 

 per la sinistra