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(METROPOLI - venerdì 9 dicembre 2005)

Botta e risposta sulla commissione edilizia

Modificato l'assetto: l'assessore Mariotti spiega perché. Vibrante la replica di Stellacci (Prc)

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(METROPOLI - venerdì 2 dicembre 2005)

Nobel: un buco nell'acqua? L'area non è stata acquistata

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COMUNICATO STAMPA PRC SIGNA - mercoledì 30 novembre 2005

Dopo l’ approvazione a colpi di maggioranza delle modifiche al Regolamento Edilizio c’ è grande delusione in tutto il partito della Rifondazione Comunista signese che si è vista, per l’ ennesima volta, chiudere le porte in faccia dalla maggioranza signese, alla quale si chiedeva di soprassedere sulla decisione di mandare a casa l’ attuale commissione edilizia, eletta dal consiglio comunale solo alcuni mesi fa.

Ormai è chiaro, e chi non lo ha capito farebbe bene a svegliarsi: a Signa, nonostante i proclami delle segreterie dei partiti, non c’ è NE’ VOGLIA NE INTERESSE AD AVERE RAPPORTI CON RIFONDAZIONE!!!! Qualsiasi cosa si proponga è vista con sospetto, con sufficienza per non dire con astio, e valutata con l’ arroganza di chi ha i numeri per governare.

L’ attuale maggioranza riesce a sbagliare anche quando tenta di fare qualcosa di buono.

Nessuno mette in dubbio che le modifiche al regolamento edilizio vanno verso il recupero di qualità nelle future edificazioni per civile abitazione a Signa, ma il segnale che si dà, cioè quello di portare da 28  a 38 i mq minimi per ogni abitazione ci sembra davvero uno sforzo di poco conto e che non risolverà affatto i problemi urbanistici legati a Signa che ormai è affogata sulla via Roma, di fatto intransitabile nelle ore di punta, e che aspetta con terrore l’ ultimazione dei lavori dell’ intervento del Taglia di 108 nuovi  appartamenti, in una zona che si appresta a subire ulteriori incrementi abitativi e che ha visto recuperare a civile abitazioni fabbriche dimesse senza alcuna logica nè programmazione, per tacere di altri 80 appartamenti pronti a partire nell’ area dell’ ex Cappellificio Corti, in una zona ad altissimo rischio di dissesto idrogeologico, e 30 - 40 appartamenti nell’ ex Poltronificio per Sale Cinematografiche sulla via Cavalcanti.

Oltretutto, per adeguarsi ad una circolare ministeriale che, sulla base di una sentenza Tar del Piemonte, obbligava l’ assessore a dimettersi dalla Commissione Edilizia, si coglie l’ occasione per azzerare le Commissioni Edilizia ed Integrata esistenti, con la scusa della trasparenza, per mandare di fatto a casa chi ha lavorato e stava lavorando nel solo interesse della cittadinanza ma che aveva il torto di non dare “garanzie” di controllabilità da parte della Amministrazione.

Rifondazione su tutto questo ha chiesto un confronto, ha posto delle domande, ha tentato di interagire con la segreteria DS, ottemperando alla linea politica espressa dal nostro ultimo Congresso, TUTTO INUTILE.

L’ unica risposta che abbiamo ottenuto è stata la solita: abbiamo deciso così: o vi adeguate o avete TORTO, o vi adeguate o tornate al vostro posto.

ORA CI DOMANDIAMO: DATO PER SCONTATO CHE RIFONDAZIONE SERVE ALL’ ULIVO SOLO QUANDO RISCHIA DI PERDERE LE ELEZIONI

(VEDI IL CASO NAZIONALE) perché non essere più onesti e dire a CHIARE LETTERE CHE RIFONDAZIONE E LE SUE IDEE, A LIVELLO LOCALE, NON TROVANO ALBERGO IN COALIZIONI COME QUELLA SIGNESE CHE SEMBRA ABBIA A CUORE ESCLUSIVAMENTE GLI INTERESSI DELLA GRANDE ECONOMIA IMPRENDITORIALE E PATRIMONIALE ??? (Nobel, Renai, Del Taglia, ex Cappellificio Corti, ecc.) ALTRO CHE SINISTRA AL POTERE, A SIGNA SI RIESCE CON QUESTE POLITICHE A FAR PASSARE DA PROGRESSISTA E DA UOMO DI SINISTRA PERSINO IL CANDIDATO DELLE DESTRE MICHELAGNOLI.

 

Francesco Stellacci, segretario del PRC SIGNESE

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(METROPOLI - venerdì 25 novembre 2005)

Il Prc, la Margherita, Bambagioni: il dibattito si infiamma

Il segretario dei Ds, Filippo Caldareri, vuol fare un pò di chiarezza. Ma anche Bendinelli si toglie qualche sassolino

Pier Francesco Nesti

Le recenti dichiarazioni di Marta Billo (Prc Sesto) e dell'ex sindaco di Signa Paolo Bambagioni hanno scatenato la reazione del segretario dei Ds Signesi, Filipppo Caldareri. Alla Billo, che aveva dato per certo l'ingresso del Prc in giunta a Signa, Caldareri ha replicato dicendo che "ancora non c'è niente di concreto, C'è un dialogo in corso e il mio giudizio è positivo ma si parla di una questione futura da affrontare all'interno dell'Ulivo". Caldareri, inoltre, ha qualcosa da dire anche a Bambagioni: "Non voglio fare polemiche ma personalmente, se la mia interpretazione di quello che ha detto è giusta, non ho la sua stessa visione delle cose. L'azione politica dei partiti è fondata tutta sul tentativo di interpretare le esigenze della gente e per mettere in atto le strategie per risolverle. E qui ci sono gli esempi concreti come la viabilità, il Parco dei Renai, lo sviluppo del nostro Comune, la Nobel, la politica, con un'azione che ci consente di stare vicini alla gente e per costruire un partito ancora più radicato sul territorio. All'inizio di dicembre, per esempio, è in programma un'assemblea costitutiva per realizzare una sezione Ds in Castello. Bambagioni fra l'altro, è parte integrante di quella che è la rappresentanza dei partiti a Signa e ha bisogno del suo partito ma anche di tutte le forze politiche che fanno parte dell'Ulivo". Ma a Bambagioni ha voluto replicare anche l'ex segretario signese della Margherita, Paolo Bendinelli: "La mia lettera è nata solo con lo scopo di dare una scossa al partito che, negli ultimi tempi, a mio parere ha risentito della mancanza di un coordinamento. Non è giusto impegnarsi solo in occasione delle tornate elettorali o per il tesseramento di nuovi soci, anzi all'interno di un partito deve esserci sempre un dibattito costante. Per rispondere a Bambagioni, che torna sempre sulle mie dimissioni, quello è un capitolo chiuso e che i motivi del mio gesto non li abbia ancora capiti, è un suo problema, può credere quello che vuole. E, probabilmente, visto che dice che gli mancano i rapporti con la gente, se li avesse mantenuti, qualche amico glielo avrebbe spiegato". Bendinelli, infine, ribatte anche all'attuale segretario della Margherita, Andrea Pacini: "Gli suggerisco solo un pò di forma, mi imiti: prima che fosse pubblicata la mia lettera, lui l'aveva avuta con alcuni giorni di anticipo. Io la sua risposta l'ho appresa direttamente dalle pagine dei giornali".

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(METROPOLI - venerdì 18 novembre 2005)

Inceneritore: Il Prc signese replica alla Billo

"A Signa il Prc entra in giunta": parole di Marta Billo, assessore all'ambiente del Comune di Sesto nel numero di Metropoli della scorsa settimana dopo la spaccatura avvenuta nel partito in seguito alla vicenda dell'inceneritore. Parole che hanno provocato la reazione di Andrea Catarzi, consigliere comunale del Prc di Signa, e Luciano Catarzi, (Cartei) vice-segretario signese del partito di Bertinotti, che hanno approfittato dell'occasione per ribadire anche il loro parere favorevole verso il riciclaggio dei rifiuti e non per l'incenerimento: "Per quanto riguarda le vicende politiche - ha detto Catarzi - la nostra una posizione interlocutoria: c'è la volontà di entrare a far parte della maggioranza ma non a tutti i costi. Sicuramente abbiamo bisogno di un segnale da parte loro così come abbiamo fatto noi in queste settimane. Far parte della giunta avrebbe soprattutto il significato di dare un maggiore impulso, anche nel nostro "piccolo", alle forze di sinistra". Concetti ribaditi da Cartei il quale ha aggiunto: "Certe affermazioni sono infondate e prima di parlare bisognerebbe pensare. La Billo alcune ragioni ce l'ha ma è altrettanto vero che i dirigenti del Prc della Piana, sulla questione dell'inceneritore, potevano prendere da subito una posizione comune e non andare ognuno per conto proprio". "Ugualmente - ha aggiunto Cartei - bisogna prendere atto che il comportamento dei consiglieri comunali sestesi non è stato corretto proprio perché il trasformismo non rientra nel Dna dei comunisti. Tuttavia, sono dell'idea che il tempo per ripensarci ci sia ancora".                                                                 P.F.N.

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(METROPOLI - venerdì 4 novembre 2005)

IL BORSINO DELLA SETTIMANA           a cura di Pier Francesco Nesti

Chi sale: Marcello Fiaschi

Chi scende: Carlo Nannetti

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(METROPOLI - venerdì 4 novembre 2005)

Il centro-destra e quell'invito a Bendinelli...

Michelagnoli (Listaperta) risponde all'ex segretario della Margherita: "Torna in pista"

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(METROPOLI - venerdì 28 ottobre 2005)

Dopo l'arrivo del Jaiss a Signa il week end è nel segno del caos

Violente polemiche anche nell'ultimo consiglio comunale. Unione per la Sinistra attacca: «In via Santelli non si vive più»                                       MARTINA PARRINI

E' di nuovo polemica per l'apertura della discoteca Jaiss in via Santelli. Dopo la petizione presentata in Comune dai residenti nella zona, il malcontento dei cittadini è esploso, con toni piuttosto accesi, nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Cittadini che non hanno esitato a far sentire la loro voce. Tutto ha preso il via dopo l’intervento del capo gruppo di Unione per la Sinistra, Marcello Fiaschi: “La questione riguarda le condizioni di viabilità in via Santelli e nelle strade limitrofe. A scatenare il caos è stato soprattutto quanto successo nella notte fra sabato 15 e domenica 16 ottobre. Ben presto, infatti, la nuova discoteca ha fatto il pieno e chiuso l’ingresso ai tanti giovani arrivati in treno, in autobus e con le auto piene e persino con i passeggeri nel bagagliaio. Intorno alle 2, poi, la situazione è peggiorata ancora con “laghi di urine e vomito, paletti smurati, urla accompagnate da una musica alta che hanno fatto passare la notte in bianco alle persone della zona ed è stata interessata tutta la zona fino alla stazione ferroviaria. Sono intervenuti anche i Carabinieri ed è prevedibile che la situazione possa peggiorare ancora; per questo, a nome di tutta la comunità, invito l’amministrazione comunale a non sottovalutare il problema e a farsi carico della questione in modo responsabile”. A questo punto è partito l’applauso dei cittadini presenti in aula, che subito dopo sono usciti. Il consiglio comunale è proseguito ma in un clima decisamente teso, scosso dalle grida che provenivano dall’esterno. Ed è dovuto intervenire anche un agente della Polizia municipale per tranquillizzare gli animi dei cittadini che chiedevano a gran voce “il diritto di vivere in via Santelli sia di giorno che di notte” e “risposte concrete da parte del Comune sulla questione”. La protesta è continuata per una buona mezz’ora e il consiglio comunale ha rischiato in più di un’occasione anche di essere sospeso. A calmare ulteriormente le acque è intervenuto il vice-sindaco Alberto Cristianini che ha cercato di parlare con i residenti assicurando la risoluzione al più presto del problema. Intanto, nell’ultimo fine settimana, niente è cambiato, la discoteca ha riaperto i battenti portandosi dietro tutta la scia di problemi e disagi che si erano verificati nel week end precedente. 

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(METROPOLI - venerdì 21 ottobre 2005)

 Via Santelli: lotta ai decibel  

 Una nuova discoteca dove c'era il Giò Club. E i residenti protestano.

Via Santelli è (di nuovo) sul piede di guerra. E' ancora una volta alto, insomma, il coro di protesta dei residenti in una delle strade spesso al centro dell'attenzione negli ultimi anni. Nei giorni scorsi, infatti, alcuni cittadini hanno promosso una raccolta di firme per protestare contro l'avvento di una nuova discoteca. Firme che, insieme a una lettera, sono già arrivate sulla scrivania del sindaco Florestano Bitossi, del comandante della Polizia municipale Alessandro Spinelli, del comandante della Compagnia dei carabinieri di Signa e del Prefetto di Firenze. << Siamo venuti a conoscenza - si legge nella lettera - dell'apertura di una nuova discoteca. E, con grande rammarico, notiamo che si continua a scaricare sulla nostra strada tutto ciò che può recare disturbo alla quiete di chi qui abita e deve viverci. Non solo la viabilità caotica, inquinante, rumorosa, pericolosa che durante tutto il giorno ci tormenta e non ci permette neanche di uscire di casa. Ora con l'apertura della discoteca, anche la notte saremo alle prese con nuovi disagi. Le diciamo questo reduci dall'esperienza fatta quando il vecchio Giò Club era ancora aperto e gruppi di giovani si intrattenevano in strada fino a notte fonda parlando e urlando senza il minimo rispetto per le persone che stavano dormendo. Inoltre, ci sembra strano che una discoteca fatta chiudere per problemi "sconosciuti" in un paese vicino, possa tranquillamente aprire nel nostro Comune. Speriamo che vi siate informati sul perché e prese le necessarie precauzioni, in modo da evitare brutte sorprese. Signor sindaco prenda seriamente in considerazione quanto le diciamo, faccia il possibile per evitare che anche durante la notte la nostra strada e quelle adiacenti non diventino invivibili. Anche noi abbiamo il diritto di riposare, sopportiamo già abbastanza tutti i problemi che ci avete scaricato, per favore non esageriamo". Nel fine settimana, però, la programmazione della discoteca ha gia preso il via - programmazione che riguarderà solo alcune sere della settimana - e il banco di prova, con un pullman di giovani che è arrivato in piena notte per ballare, è stato davvero impegnativo. Pronta la replica dell'amministrazione comunale, per voce del sindaco Bitossi: "Prima che venisse aperto il nuovo locale, abbiamo preteso alcune garanzie sullo svolgimento dell'attività. Fra queste l'assicurazione del rispetto dei limiti massimi del volume all'interno del locale e il controllo dell'affluenza e della sosta all'esterno del locale. Tutto questo per evitare ai cittadini residenti nella zona di dover sopportare il rumore proveniente dall'interno ma anche dall'esterno del locale. Qualora queste condizioni non vengano rispettate, creando disagio ai cittadini, posso assicurare che l'amministrazione comunale prenderà provvedimenti urgenti e immediati".      Marco Andrei

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(METROPOLI - venerdì 14 ottobre 2005)

 Ex Nobel: la svolta decisiva  

 Presto la firma per il passaggio dei terreni. Il sindaco: "Nessuna battuta d'arresto"....

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(METROPOLI - venerdì 14 ottobre 2005)

 "Cara Margherita di Signa ti scrivo..."  

 Lettera "pepata" dell'ex segretario del partito... al partito stesso: "Ma dove sei finita?"

Cara Margherita di Signa, ti scrivo per sapere come stai. E' ormai da molto tempo che non si sente più parlare di te, sei come sparita, nessuno sa dove. Spero che queste mie quattro righe riescano a scaldarti il cuore, facendoti uscite dalla tua ingiustificata clausura            .............................................................................................

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(METROPOLI - venerdì 7 ottobre 2005)

 Consiglio comunale: clima teso  

 Polemiche fra Gori e Coltelluccio e seduta sospesa. Le reazioni dei partiti.

Che il clima politico nel consiglio comunale signese fosse teso, si sapeva da tempo. Ma le " scintille" che si sono registrate nell'ultima seduta -con tanto di sospensione -per uno scontro fra il capo gruppo di Continuiamo Insieme, Lorenzo Gori, e il capo gruppo dei Verdi, Angelo Coltelluccio, hanno animato ulteriormente il clima politico a Signa. Alla base dell'accesa discussione, un'intervista del segretario della Margherita, Andrea Pacini, rilasciata nel mese di luglio sulla scelta di Rifondazione Comunista di creare un proprio gruppo in consiglio comunale. In quell'intervista, infatti, Pacini affermava che la scelta del Prc servisse anche a "isolare i consiglieri più pungenti" che hanno reso più difficile il dialogo fra alcune forze politiche". Il consigliere comunale di Per la Sinistra, Marcello Fiaschi, forse risentito per quelle affermazioni che, secondo lui, lo avrebbero chiamato in causa, ha presentato sull'argomento una mozione, nella quale chiedeva come garanzia "che i consiglieri di minoranza avessero lo stesso trattamento istituzionale di quelli di maggioranza e che fosse garantito loro il pieno accesso agli atti eventualmente richiesti". Il dibattito, in un attimo, si è infuocato e, dopo l'intervento di Fiaschi, ha preso la parola Lorenzo Gori, che ha ribadito ancora una volta "come non ci fosse alcuna polemica in atto nei confronti dei consiglieri di minoranza" e, contemporaneamente, ha attaccato tutti i consiglieri che, eletti in un partito, hanno successivamente cambiato "casacca". Ed è stato a quel punto che Angelo Coltelluccio (eletto alle ultime amministrative con i Comunisti Italiani) è andato su tutte le furie e ha lasciato urlando il consiglio comunale mentre gli altri consiglieri si prodigavano a trattenerlo. "Coltelluccio - ha spiegato Gori - ha frainteso le mie parole; ho detto soltanto che il gruppo Unione per la Sinistra ha registrato diversi cambiamenti dopo le elezioni, tutti movimenti che non rispecchiano l'espressione del voto espresso dai cittadini". Il capo gruppo dei Verdi, da parte sua, ha preferito non commentare l'accaduto mentre il diretto interessato, ovvero il segretario della Margherita, si è affidato a una nota scritta dal partito: "L'analisi fatta nella mia intervista - si legge nel comunicato - si attiene a valutazioni legittime di una forza politica. Se l'analisi del nostro segretario non è condivisa da qualcuno, la sede per dibattere tali questioni non è il consiglio comunale ma un libero, sereno e democratico confronto tra forze politiche. Comunque, se qualche consigliere comunale si è sentito offeso dalle dichiarazioni del nostro segretario, precisiamo che non era nostra intenzione offendere nessuno".     

Giuseppe Cellini

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(METROPOLI - venerdì 29 luglio 2005)

 VARIANTE TILDE - Botta e risposta in consiglio  

 Approvata, nell'ultimo Consiglio comunale, la variante al Piano di recupero del complesso edilizio in via Verdi attuato dalla Tilde Sas. La struttura ospiterà undici appartamenti ad affitto concordato, due dei quali andranno a soggetti indicati dall'amministrazione comunale. Prima dell'approvazione, tuttavia, il consiglio è stato animato da un intenso dibattito, che ha portato alla modifica di alcune parti della convenzione stipulata con la società che si appresta a iniziare i lavori. In particolare, è stato il consigliere di Per la Sinistra, Marcello Fiaschi, a porre all'attenzione "alcune lacune all'interno della convenzione". L'accordo con la Tilde Sas, infatti prevedeva che il periodo della convenzione avesse la durata di 10 anni e che eventuali acquirenti dovessero rispettare gli obblighi concordati per tutto il periodo previsto. "Dopo la seduta consiliare - ha aggiunto Fiaschi - ho richiesto agli uffici comunali lo schema di convenzione e, dopo un'attenta lettura, ho notato l'incompletezza della convenzione che risultava mancante della durata dei contratti di locazione e delle altre garanzie riguardanti l'estensione degli obblighi agli eventuali acquirenti. Fra l'altro, la durata della convenzione è stata diminuita da 10 a 9 anni". "L'amministrazione - ha replicato l'assessore all'urbanistica, Saverio Mariotti - ha lavorato in modo limpido e, se ci sono stati degli errori da parte dei nostri uffici nella stesura del contratto, ci assumiamo tutte le responsabilità".                                                                                M.P.

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(METROPOLI - venerdì 22 luglio 2005)

 Margherita: ok alla scelta di Rifondazione  

 Reazioni positive, anche da parte della Margherita signese, alla recente svolta di Rifondazione comunista e alle "prove" di Unione in corso nel nostro Comune. "Apprendiamo con soddisfazione la volontà di Rifondazione - ha detto il segretario della Margherita signese, Andrea Pacini - di adottare un atteggiamento più collaborativo e propositivo in Consiglio comunale. Siamo favorevoli a una maggiore collaborazione con il Prc. Non pensiamo che Rifondazione possa votare in modo favorevole ai nostri provvedimenti, ma un confronto sulle questioni importanti per Signa sarà produttivo per tutti". Atteggiamento favorevole, insomma, ma con prudenza. "E' sicuro che da ora in poi dovremo passare dalle parole ai fatti - continua Pacini - perché, almeno finora, in Consiglio comunale lo scontro è sempre stato oltre le righe. La decisione di costituire un gruppo autonomo forse servirà anche a isolare i consiglieri più pungenti". Per Rifondazione Comunista era effettivamente arrivato il momento di decidere che strada prendere".                                                                             Mar. And.

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(METROPOLI - venerdì 8 luglio 2005)

PIATTAFORMA RIFIUTI

I Verdi di nuovo all'attacco 

Nuovo intervento dei Verdi sulla piattaforma di stoccaggio e trattamento di rifiuti industriali di via Amendola. Si tratta della struttura i cui lavori sono stati sospesi dal 2000 e che si presenta adesso come un'enorme gabbia vuota nella zona industriale di Signa. Dopo aver presentato un'interpellanza-mozione sulla vicenda, chiedendo all'Amministrazione comunale la sospensione di ogni attività e costruzione in quell'area, i Verdi rispondono alle dichiarazioni dell'Assessore Mariotti. In particolare, hanno sempre sostenuto che "fu il Comune a chiedere all'epoca di togliere il vincolo idraulico su quell'area., senza portare delle motivazioni effettive". "Le dichiarazioni rilasciate da Mariotti - ha detto Massimo Castellari - ovvero che il Comune non chiese di rimuovere il vincolo ma di ridurre la fascia di terreno non edificabile, non corrispondono al vero e, a provarlo, è una delibera del 1999. Nella delibera, infatti, si legge che fu il Comune a chiedere che non fossero previsti ulteriori vincoli di carattere idraulico". Intanto, i Verdi Signesi (che contano oltre già 50 iscritti) hanno rinnovato il proprio direttivo: segretari sono Maria Coltelluccio e Massimo Castellari, il tesoriere è Fabrizio Volpi, vice-segretario è Angelo Coltelluccio.                                                                  M.P. 

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(METROPOLI - venerdì 1 luglio 2005)

 Prc debutta in consiglio mai i giudizi sono divergenti  

 I Verdi: "Devono spiegare il perché della loro scelta"

 Per la Sinistra: "Non vogliamo fare polemiche inutili"

 Resta ancora vibrante il dibattito politico nel nostro Comune. E a renderlo ancora più "vivace" ha contribuito sicuramente anche la recente nascita del gruppo di Rifondazione comunista in Consiglio comunale che vede come gruppo Andrea Catarzi, candidato sindaco, alle ultime amministrative, della coalizione Unione per la Sinistra. Sul debutto dunque, in tutti i sensi, del Prc fra i banchi del Consiglio comunale, debutto che è avvenuto lunedì scorso durante uno degli ultimi consigli prima della pausa estiva, sono intervenuti, con toni più o meno accesi, Angelo Coltelluccio, capo gruppo dei Verdi (anche lui nelle fila dei Comunisti italiani, faceva parte della coalizione guidata da Catarzi e proprio di recente è passato fra i Verdi, n.d.r.) e Marcello Fiaschi di Per la Sinistra: "Non capisco cosa sta accadendo all'interno di alcuni partiti e quali sono le motivazioni che hanno portato a questo cambiamento - ha detto Coltelluccio - ma i cittadini non dovrebbero essere coinvolti in certe manovre politiche; occorrono maggiore serietà e rispetto per chi ci ha votati". "Quando ho deciso di aderire ai Verdi - ha aggiunto Coltelluccio - ho spiegato le ragioni della mia scelta: dunque, perchè adesso il nuovo gruppo non fa la stessa cosa? Forse perché si vogliono nascondere le vere ragioni politiche dei questa operazione?"    "Prendo atto della formazione di questo nuovo gruppo in Consiglio comunale - ha detto Fiaschi - e resto fiducioso nel fatto che tutti insieme continueremo a portare avanti le linee del programma con il quale ci siamo presentati insieme (il riferimento è alla coalizione Unione Per la Sinistra, n.d.r.) alle ultime elezioni amministrative, Personalmente, però, non voglio fare inutili polemiche anche se so che adesso le mie responsabilità saranno maggiori; per questo, proseguirò il mio lavoro nel segno del confronto e dell'impegno politico".   

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(METROPOLI - venerdì 17 giugno 2005)

 Ds e Prc: prove di Unione?  

 Il partito di Bertinotti entra in consiglio. Positive le reazioni della Quercia

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(METROPOLI - venerdì 17 giugno 2005) Consiglio Comunale

 Piattaforma rifiuti: Verdi all'attacco

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(IL CORRIERE - martedì 15 giugno 2005)

 SIGNA - Andrea Catarzi annuncia la nascita del gruppo di Rifondazione.

 "In Consiglio torniamo ad essere noi stessi"

SIGNA - "In consiglio comunale correremo da soli". Così ha annunciato ieri Andrea Catarzi, capogruppo del nuovo gruppo di Rifondazione. "E' un passo importante che facciamo per avere un maggior dialogo con tutte le parti politiche, in particolare con l'Unione in funzione delle prossime politiche - continua Catarzi - una decisione che si è resa necessaria vista l'importanza raggiunta dal nostro gruppo che indubbiamente merita una maggiore visibilità e una rappresentanza più strutturata, dagli ultimi consigli comunali mi stavo rendendo conto che ci stavamo progressivamente indebolendo, avevamo bisogno di maggiore visibilità e con questa mossa cerchiamo un rafforzamento importante". Dello stesso parere anche Enrico Fontani, l'altro consigliere che farà parte del gruppo. "Non è una rottura, ma una forte presa di posizione fatta con lo scopo di rafforzarci e consolidare la nostra immagine, siamo sempre apertissimi al dialogo e alla collaborazione con tutte le parti politiche, in particolare con la maggioranza che ha sempre detto di voler dialogare con noi, ma per adesso ha soltanto speso molte parole e pochi fatti". E' il primo tentativo per il gruppo di Rifondazione signese di camminare con le proprie gambe e di testare il proprio valore, molte sono le speranze e le aspettative, anche per il segretario del partito: Francesco Stellacci "Sono molto, molto felice per questa decisione che è rappresentativa della nostra netta crescita, anche se politicamente non cambia niente e i nostri rapporti con tutte le forze politiche rimangono inalterati, adesso sarà più evidente il nostro punto di vista nel Consiglio". E proprio in Consiglio Catarzi e Fontani hanno intenzione di portare alcune proposte per il futuro di Signa: "Manca un centro di aggregazione per i giovani, manca un cinema, un teatro - spiega Catarzi - Signa sta diventando un posto dove non è più piacevole vivere, mi rendo conto di quanto sia difficile migliorare le cose ma non si può sperare di risolverle continuando a costruire case su case senza affrontare seriamente il problema della viabilità, il mio appello va ai giovani, di sinistra e non, perché facciano sentire la loro voce in Comune, perché diano una svolta a questo triste immobilismo che attanaglia la nostra città".  

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(METROPOLI - venerdì 03 giugno 2005)

 Area ex Nobel: ora è scontro 

Un Consiglio comunale all'insegna delle polemiche. Gli scenari possibili.

MARTINA PARRINI

E' stato un Consiglio comunale, l'ultimo, all'insegna del dibattito e del confronto - acceso - quello che ha visto i vari schieramenti politici discutere sul progetto riguardante l'area ex Nobel. Un Consiglio chiesto congiuntamente dai gruppi consiliari di minoranza e che ha dato vita a un vivace scambio di battute soprattutto fra le forze di opposizione e la maggioranza. Ogni gruppo, infatti, ha sollevato le proprie osservazioni sul progetto di recupero dell'area posta al confine fra i comuni di Signa e Carmignano (gli studios cinematografici, n.d.r.), a cominciare dai Verdi: "Per noi - ha detto il capogruppo Angelo Coltelluccio - è essenziale che il progetto sia rivisto, soprattutto per quanto riguarda il parcheggio di 30.000 metri quadrati e il volume dell'edificio principale, e che venga istituita una commissione consiliare che possa seguire passo dopo passo il progetto". Preoccupato e poco incline a credere all'arrivo del grande cinema a Signa anche Marcello Fiaschi, di Per la Sinistra: "E' necessario aprire un confronto fra le istituzioni, i cittadini e le associazioni su un progetto che porterà a Signa gravi problemi di traffico e viabilità e nessun vantaggio per la comunità signese". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Enrico Fontani (Prc), che ha aggiunto: "Bisogna mettere l'accento su tutte le difficoltà che dovranno essere gestite dal Comune di Signa legate alla viabilità e all'ambiente". Il centro-destra, invece, si è soffermato sul perché di un Consiglio comunale non aperto alla cittadinanza ma anche sui dubbi esistenti in merito all'effettiva realizzazione del progetto "visto che - ha spiegato Giulio Michelagnoli, capogruppo di Listaperta - parlando con i proprietari, ci hanno detto di non avere ormai da tempo più nessun tipo di contatto con la società americana che dovrebbe finanziare gli studios". La replica del sindaco Florestano Bitossi non si è fatta attendere: "L'amministrazione crede in questo progetto come un intervento che valorizza il nostro territorio. E anche i cittadini sono d'accordo con noi visto che alle amministrative hanno dato piena fiducia al nostro programma, in cui la Nobel è uno dei punti fondamentali". Gli altri interventi delle forze di opposizione (Andrea Catarzi per Unione Signese e Mauro Giorgetti per Signa Unione Popolare) hanno richiesto il coinvolgimento della comunità signese, interventi a cui è seguita la risposta dell'assessore all'urbanistica Saverio Mariotti, che ha rassicurato sulle intenzioni della Triworld di portare avanti la trattativa.    

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(METROPOLI - venerdì 29 aprile 2005)

 La vignetta della settimana di Lorenzo Castellani 

 

 "EX-AREA NOBEL ... PROMESSE ... PROMESSE"

 

 DOVEVANO NASCERE STUDI CHE DOVEVANO ENTRARE NELLA ... STORIA DEL CINEMA ...

 

... PIU' CHE NELLA STORIA, PER ORA STANNO ENTRANDO NELLA ... STORIELLA!

 SIGNOLLYWOOD

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(METROPOLI - venerdì 29 aprile 2005)

 Ex Nobel: dibattito aperto 

 In due volantini tutte le perplessità di Verdi e Unione per la sinistra.

MARTINA PARRINI

In attesa che la variante urbanistica relativa all'area ex Nobel prosegua il suo iter in Regione e venga discussa in occasione della Conferenza dei servizi - dove sarà valutata definitivamente per poi essere presentata in consiglio comunale - la questione è stata sollevata di nuovo da due schieramenti politici che hanno preso posizione sul progetto.

Due volantini caratterizzati da contenuti in prevalenza analoghi, infatti, sono stati distribuiti nei giorni scorsi dai Verdi e da Unione per la sinistra. "Preoccupati per la destinazione degli studios una volta finite le riprese della serie di film sul Rinascimento, i Verdi esprimono forti dubbi sullo stravolgimento del territorio dalla costruzione di edifici all'interno dell'area e sul congestionamento del traffico che si avrà una volta realizzati gli studios del cinema".

"Per questo - si legge nel volantino - riteniamo che prima di approntare la variante urbanistica per realizzare il progetto sia necessario un confronto politico aperto a tutta la cittadinanza". Fra l'altro, le stesse richieste sono ripetute anche sul volantino distribuito da Unione per la sinistra, che richiede un confronto fra amministrazione comunale, forze politiche, associazioni, comitati cittadini del luogo e dei comuni limitrofi. Per discutere su tutte le infrastrutture previste nel progetto, "sulla mancanza di un nuovo ponte", sulla garanzia di una reale possibilità di posti di lavoro per la comunità signese e perché "non si tratti di un miraggio, destinato in un secondo momento a fallire". "Per l'amministrazione comunale - si legge nel documento del gruppo consiliare di opposizione - trainare tutti in questa avventura é una forzatura e una grave responsabilità, una leggerezza che lascia troppi dubbi anche per molti consiglieri di maggioranza, non poco angosciati delle mancate garanzie, insieme a tanti cittadini. Purtroppo, l'amministrazione comunale non ci ascolta e non accetta il confronto. Ha adottato la variante dell'area Nobel e il cambio di destinazione d'uso in favore della proprietà, prima di discutere il progetto. il nostro paese diventerà una città invivibile con le sproporzionate concessioni già rilasciate. Le strade interne programmate, comprese quella della variante in oggetto, anziché divenire vie di comunicazione diventeranno vie per l'urbanizzazione e peggioreranno ulteriormente la situazione. Noi sentiamo il dovere di informare i cittadini e la convinzione di continuare con le nostre forze, a ricercare la collaborazione, sereni di aver fatto tutto il possibile". Date le premesse si preannunciano consigli comunali veramente infuocati e sicuram,ente all'insegna del dibattito.      

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(LA NAZIONE - mercoledì 27 aprile 2005)

 SIGNA - La scelta del consigliere Angelo Coltelluccio.

 "Comunisti italiani addio, preferisco i Verdi"

Ancora qualche giravolta nel centrosinistra a Signa. I Comunisti italiani perdono il loro rappresentante in consiglio comunale. L'unico consigliere del partito, Angelo Coltelluccio, ha infatti deciso di passare ai Verdi, fino a oggi assenti dall'assemblea. "Trovandomi in disaccordo con la condotta politica della sezione locale del PdCi, per rispetto alla fiducia che mi è stata data dagli elettori, continuerò a battermi in consiglio con i Verdi. Un partito giovane, con grande entusiasmo e un genuino interesse verso i problemi della collettività, che spero di contribuire a far crescere". "La scelta di Coltelluccio - ha detto il portavoce dei Verdi di Signa Fabrizio Volpi - ci gratifica e ci permette di rappresentare le nostre istanze in modo più efficace. La scelta di indicarlo come capogruppo in consiglio comunale non deve comunque essere letta come una rottura con la coalizione Unione per la Sinistra".     

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(LA NAZIONE - venerdì 22 aprile 2005)

 Verdi e Per la Sinistra riaprono la polemica relativa al progetto per l'ex dinamificio Nobel.

 Studios, ci risiamo

 di Lisa Ciardi

Verdi e "Per la Sinistra" riaprono il dibattito sulla nascita degli studios cinematografici nell'ex dinamificio Nobel di Signa. Lo fanno con una serie di volantini distribuiti proprio in questi giorni nelle cassette postali della zona. I due gruppi di opposizione vi illustrano un progetto analogo a quello previsto a Signa., realizzato senza grande successo in Umbria, dal Comune di Terni, "Ex stabilimenti chimici trasformati in una vera e propria 'cittadella del cinema' dotata di mense, laboratorio di scenografie, sartoria e tre teatri di posa, di cui uno attrezzato per effetti speciali e un altro così grande da superare qualsiasi altro in Europa - si legge nel volantino - Stiamo parlando di un progetto analogo a quello di Signa, realizzato a Papigno, in Umbria, sul fiume Nera, recuperando un complesso industriale abbandonato. E' qui che è stato girato il film Pinocchio". Ma dopo la conclusione delle riprese con i bilanci in perdita, gli studios hanno dovuto essere ceduti a Cinecittà, che li utilizza per la registrazione di alcune scene, senza ricadute occupazionali sul territorio". Il timore dei Verdi e "Per la Sinistra" è che gli studios nell'ex Nobel di Signa possano fare la stessa fine, rischiando oltretutto di creare in zona ulteriori problemi di traffico e ingorghi. Finita la fase di apertura che aveva visto i Verdi organizzare, subito prima delle elezioni regionali, un convegno sul progetto Nobel, il partito del Sole che Ride e il gruppo "Per la Sinistra" tornano dunque a criticare duramente l'amministrazione comunale di Signa accusata (si legge nel volantino di "Per la Sinistra") di "continuare a rilasciare concessioni, rifiutare di parlare di un nuovo ponte e insistere su studi cinematografici in crisi ovunque e senza prospettiva". Ma la Giunta, da parte sua, difende la validità del progetto. "L'iter amministrativo sta andando avanti - spiega il Sindaco Florestano Bitossi -. Dopo l'adozione in consiglio comunale della variante urbanistica, gli uffici comunali hanno ricevuto tre osservazioni, una da parte di un privato e le altre proprio da Verdi e "Per la Sinistra". Il 28 aprile le discuteremo in conferenza di servizio, insieme a tutti gli enti coinvolti nel progetto. Poi la variante passerà nuovamente in consiglio comunale per l'approvazione definitiva. Infine sarà la volta del Piano attuativo, che ci permetterà di entrare nei dettagli del progetto". Solo a quel punto, fra l'altro il Comune potrà chiedere ai privati assicurazioni e dati certi sulle coperture economiche dell'intero progetto, che in passato hanno suscitato perplessità e critiche fra le opposizioni. Il progetto Florentine Studios prevede infatti un investimento da capogiro per ben 1,7 milioni di euro. Gli studios si estenderebbero su 45mila metri quadrati, con l'aggiunta di 5mila mq di università e scuola del cinema, 10mila di centro benessere, 25mila di alberghi e residenze, 30 ettari di parco e infine cinema e teatri9 di posa. Una vera e propria Hollywood in riva d'Arno che sostituirebbe ciò che resta dell'ex fabbrica di dinamite nata a Signa nel lontano 1913, abbandonata nel dopoguerra e ormai diventata una città fantasma immersa nel bosco.     

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(IL CORRIERE - martedì 19 aprile 2005)

 SIGNA - Per la Sinistra" attacca Bitossi.

 Fiaschi: "Vogliamo confrontarci pubblicamente sulla ex Nobel"

SIGNA - "Per la sinistra", il gruppo di azione politica guidato da Marcello Fiaschi ha diffuso un nuovo volantino di controinformazione sulla vita politica signese. Nell'obbiettivo di Fiaschi: la Hollywood sull'Arno, ovvero il recupero dell'ex Nobel. Secondo Fiaschi "a Signa poche persone hanno deciso il futuro del paese. Noi continuiamo - si legge nel volantino - a chiedere un confronto e un coinvolgimento di tutti nelle scelte importanti che modificheranno profondamente il nostro territorio". Fiaschi insiste a sottolineare "l'impressione", come la chiama lui, che siamo di fronte ad un "cambiamento": ma tutto "torna come prima". Il volantino di "Per la sinistra" sottolinea che "si continua a rilasciare concessioni" non parlando di un "nuovo ponte, si insiste sugli studi cinematografici" ma si ignora che il cinema "è in crisi ovunque". "Per la sinistra", infine, lancia un'ultima sfida al sindaco Bitossi invitandolo ad aprire pubblicamente il confronto sugli interessi che muoverà il recupero dell'ex Nobel.        

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(Convegno dei Verdi - Ex NOBEL PER IL CINEMA - Alfieri Firenze, lunedì 21 marzo 2005)

Intervento di Volpi Fabrizio - Portavoce dei Verdi nel Comune di Signa

Noi Verdi di Signa guardiamo il progetto di recupero dell’ex-area Nobel con una certa preoccupazione. Chi parla non è un signese doc ma un fiorentino che da circa quattro anni si è trasferito a Signa ed ha avuto così la possibilità di conoscere ed apprezzare questi luoghi. Il dibattito sulla Nobel è presente a tutti i livelli ma, mi domando, quanti di questi conoscono veramente il territorio, l’area di cui stiamo parlando? Quanti di questi hanno visitato l’area? Credo ben pochi. Prova ne sia la reazione che queste persone manifestano quando vengono accompagnate in visita. Quando si parla di recupero di un’area dove era situata una fabbrica di esplosivi prima e di prodotti chimici poi, immaginiamo spesso una realtà simile a quella di un quartiere industriale. Niente di più lontano dalla realtà. Si tratta di un vasto terreno boscoso collinare con declivi e pianori dove, immersi nel verde si ergono edifici sia tipo industriale che di tipo civile. In pratica in questi novanta ettari si cela una cittadella dei primi del novecento, con numerosi edifici di pregevole fattura ed altrettanto valore storico, dotata di un complesso sistema viario, compreso numerosi chilometri di ferrovia a scartamento ridotto. Una cittadella costruita con il rispetto delle volumetrie e degli spazi ed in equilibrio con il verde dei boschi, dei giardini ed anche dei viali interni. A passeggiare per le vie dell’ex-Nobel si prova quella emozione romantica che si può provare di fronte a certe testimonianze storiche del passato. Città abbandonate dall’uomo e sepolte dalla vegetazione.  La natura si riappropria degli spazi lasciati, trasformandoli nuovamente in un qualcosa di naturale. Non è difficile infatti scorgere, tra questi edifici, invasi dalla vegetazione, animali selvatici che vi trovano rifugio. In un contesto come questo, il progetto attuale, che prevede una forte cementificazione, stride come una violenza. Di per sé, non contestiamo il progetto di recupero bensì la sua attuazione. Non è accettabile, a nostro parere, la costruzione, in particolare, dell’edificio produttivo principale che nei primi progetti prevedeva un altezza massima di oltre 20 metri dal terreno. Pari cioè ad un edificio di otto piani. Che da indiscrezioni, anche perché il progetto definitivo non è stato ancora presentato, sembra sia stato poi abbassato a quindici metri, quindi solo cinque piani! Edificio che per di più verrebbe realizzato nella parte più elevata dell’area. Oltretutto la sua costruzione prevedrebbe l’escavazione di altri dieci metri sotterranei, con evidenti implicazioni idrogeologiche. Tutto questo per non parlare degli almeno 30.000 mq destinati a parcheggio, come recita la variante al piano strutturale. Allora ci si chiede come sia possibile che una amministrazione comunale di sinistra, in una provincia ed in una regione governate da sempre dalla sinistra,  quindi storicamente più attente alle problematiche ambientali, possa permettere l’approvazione di un progetto che devasterebbe irrimediabilmente il nostro pregiato paesaggio toscano nell’area compresa nei comuni di Artimino, Comeana e Signa. Per questo riteniamo necessario l’intervento del Comitato di tutela del paesaggio toscano. Quindi, per concludere, ribadiamo che non siamo contrari al progetto cinematografico semprechè le costruzioni siano compatibili ed in armonia, non solo con il contesto paesistico ma anche quello storico, in cui si andranno a collocare. Ci piacerebbe inoltre che, almeno per una volta, la progettazione fosse improntata alle regole della sostenibilità e della bioedilizia e non a quelle della pura speculazione. 

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(Metropoli - venerdì 04 febbraio 2005)

Si chiude il congresso di Rc: Stellacci segretario

Si è concluso con la vittoria della mozione Bertinotti (L'alternativa di società) e l'81% di preferenze, il congresso signese di Rifondazione Comunista. A votare sono stati il 75% degli iscritti e la mozione di minoranza, la mozione Bellotti Rompere con Prodi ha avuto il 6% delle preferenze. Francesco Stellacci, infine, in appoggio alla linea Bertinottiana di adesione alla Gad, è stato riconfermato segretario del partito. "Non si può non criticare - ha detto Stellacci - la chiusura dell'Ulivo regionale a Rifondazione, una chiusura incomprensibile nel quadro politico locale se non seguendo le solite logiche della spartizione del potere". Questo uno dei passaggi della relazione di Stellacci che ha scatenato la reazione dei Ds, Comunisti di Signa e Margherita che hanno abbandonato la sala rinunciando a replicare. "Probabilmente -ha aggiunto Stellacci- c'è stato un malinteso visto che tutti sanno che la mia vittoria della linea del dialogo con l'Ulivo. Quello che avrei voluto dire loro, prima che si allontanassero, è che la cattiva abitudine di anteporre problemi di strategia a quelli politici, quando si vanno a fare gli accordi, comporta poi una serie di malumori e malcontenti e di incomprensioni con gli stessi elettori e che poi si fa fatica a ricucire". "La mia paura - ha concluso Stellacci - è che la stessa cosa succederà con le regionali. La mancanza di accordo con Rifondazione sarà, ineluttabilmente, motivo di frizione fra i nostri partiti che faremo fatica successivamente a ricucire solo qualche mese dopo quando dovremo votare uniti per le politiche. La mia provocazione aveva semplicemente lo scopo di far scaturire un dibattito al quale avrebbero potuto rispondere gli intervenuti in sala. Nessuna premeditazione, né azione scorretta nei loro confronti ma solo un tentativo di chiarimento". Al congresso, fra l'altro, hanno partecipato i rappresentanti della Ciatti di Scandicci ai quali tutte le forze politiche presenti (Ds, Comunisti Italiani, Comunisti per Signa, Margherita e coordinamento Arci locale) hanno espresso la propria solidarietà. Infatti, il Congresso ha approvato all'unanimità un ordine del giorno per attivare una forma di protesta e solidarietà sotto forma di una fiaccolata da organizzare con tutte le forze progressiste dei Comuni della Piana, con i movimenti, con le associazioni e i sindacati.   

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 per la sinistra